Windows preinstallato? No, grazie :-)

Una sentenza che non ha precedenti in Italia potrebbe innescare una vera rivoluzione tra gli utilizzatori di pc.

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ADSL NGI e cavo TeleCOM Italia/2

E’ finita! Niente pali, niente cavo Telecom… motivo? Ufficialmente “per saturazione dei numeri telecom”… ufficiosamente perchè non avevano voglia!

Dimenticavo… Telecom Italia è così efficiente perchè è una azienda privata. Proprio vero… quando i politici parlano di liberalizzazioni e privatizzazioni come soluzione dei (loro) problemi!!!

E adesso… aspettiamo il rimborso.

ADSL NGI e cavo TeleCOM Italia/1

A inizio Ottobre 2006, nel bel mezzo dei preparativi per il trasloco, mi trovavo nella condizione di dover decidere se chiudere la ADSL di NGI o di trasferirla.

La casa è un pò isolata… insomma ci sono 30 metri da casa mia al capannone del vicino (che ha una linea ISDN) e ci sono 300 metri fino alla centralina TeleCOM.

Dopo innumerevoli e rassicuranti email/telefonate con NGI e in accordo con mia moglie, decido di portarmi anche la ADSL nella nuova casa.

Inizia l’avventura il 17 Ottobre 2006 con la richiesta d’attivazione (e pagamento di 300 euro) di una linea ADSL a NGI.

Il 26/10/2006 ricevo una inaspettata email da NGI dove mi viene detto:

Gentile Cliente,

a disturbo per informarla che relativamente alla sua pratica F5, in data
odierna abbiamo ricevuto comunicazione che la sua pratica e in fase di sospensione per “SOSPENSIONE-DATA DIFFERITA DAL CLIENTE OLTRE I TEMPI DI SLA”

Questo significa che a seguito di un contatto diretto tra Lei e i tecnici di Telecom Italia e stata spostata la data dell’appuntamento per la posa del cavo dati.

Nulla di preoccupante: l’ordine e ancora in lavorazione. Per evitare inutili ritardi, vorrei verificare se e stato effettivamente contattato o se la sospensione e frutto di un errore per poter eventualmente intervenire con sollecitudine.

Dopo qualche giorno la TeleCOM mi chiama per fissare un’appuntamento (dove ho dovuto prendere 4 ore di permesso) e dove il tecnico constata la necessità di effettuare una palificazione (almeno 4 pali) e relative autorizzazioni per passare sui campo del vicino.

Il 3/11/2006 ricevo un’altra email da NGI dove mi viene detto:

Gentile Cliente,

la disturbo per informarla che relativamente alla sua pratica F5, in data odierna abbiamo ricevuto un “KO per rinuncia cliente”: Telecom ha di fatto respinto la lavorazione della sua pratica dandone a Lei la responsabilita.

Come sa la posa del cavo aggiuntivo necessario per erogarLe il servizio avviene grazie all´intervento di un tecnico Telecom presso il domicilio specificato in fase di ordine. Se avesse riscontrato dei problemi che l´hanno indotta a rifiutare tale intervento, la prego di contattarci con sollecitudine.

Ma come… mi aspettavo un’altra risposta come: “mettere i pali costa X e ti chiediamo Y. Restiamo in attesa di una sua risposta…“. Rispondo alla email di NGI e loro mi rispondono che è una “prassi” di TeleCOM fingere di dare colpa al cliente per prendere tempo… la cosa si sta complicando.

NGI rimette in lavorazione la pratica.

Questa volta anticipo i tecnici della TeleCOM e quando mi telefonano per prendere un’appuntamento gli spiego subito che dalla valutazione del loro precedente tecnico è necessario piazzare dei pali. L’anticipo funziona e il sopralluogo viene fatto dalla TeleCOM senza obbligarmi a prendere 4 ore di permesso ma…

… il risultato è lo stesso. Il 13/12/2006 ricevo la stessa email del 3/11 dove TeleCOM dichiarava l’impossibilità di effettuare il lavoro per un mio rifiuto.

Evoluzione PCOggi ho telefonato a NGI e dopo le loro rassicurazioni sui rimborsi ho deciso di riprovare (per l’ultima volta ) a rimettere in lavorazione la pratica. Ora aspetto, sono preparato… purtroppo al peggio 😦

Wireless con Linux e la PCMCIA Am1771

Funziona! Non ci posso credere, dopo mesi di tentativi (falliti) sono riuscito ad usare Linux per collegarmi con la scheda Wireless Advanced Micro Devices [AMD] Am 1771.

Probabilmente non è necessario la Ubuntu 6.06, forse funziona anche con la Debian (prima avevo una Debian Unstable). Appena finirò il trascloco farò una prova…

Cmq, per chi avesse lo stesso problema su Am1771, la soluzione l’ho trovata quì grazie anche a questo Forum.

Tagli alla spesa pubblica: iniziamo dal software!

Sono d’accordissimo e ho già firmato! L’associazione Hackaserta sta raccogliendo le firme, per inviare una lettera aperta al Presidente del Consiglio Romano Prodi (suggerisco anche ai principali quotidiani nazionali e a tutte le sedi di partito).

La lettera vuole sensibilizzare il governo a considerare le licenze software come spesa da tagliare, incentivando l’utilizzo di software libero nella pubblica amministrazione.

Non tutte le licenze sono inutili, c’è da spendere in formazione, ma le cifre sono da paura. Nell’anno 2004, sono stati spesi, per software applicativo, 483,801 Milioni di Euro. 😐

Fonte: Zeus

Appunti Postfix e SASL/LDAP su Debian Sarge

E’ giunto il momento di usare il blog per prendere appunti. 🙂

L’argomento è di quelli tosti (soprattutto se si ha poca dimestichezza con l’inglese). Si tratta di rendere obbligatoria l’autenticazione (per capirci user/password) a tutti quelli che vogliono spedire email utilizzando il nostro Mail Server.

Chi usa il nostro Server per spedire email sono gli spammer per inviare spam in giro per internet :-|. Se blocchiamo l’uso del nostro server non corriamo il rischio di trovarci bloccato la consegna dei nostri messaggi su server che utilizzano il servizio RBL (Realtime Blackhole List) e libero.it è uno di quei server che usano il servizio RBL 8-).

Presupposto per continuare con la lettura e di avere, già funzionante sul Server, il servizio LDAP e Postfix.

Ora installiamo i packages relativi a SASL con Postfix (usiamo apt-get install):

postfix-tls sasl2-bin libsasl2 libsasl2-modules

modifichiamo il file /etc/default/saslauthd nel seguente modo:

START=yes
MECHANISMS="ldap"

fate attenzione che il package saslauthd non parte automaticamente dopo l’installazione.

Adesso modifichiamo il file /etc/postfix/sasl/smtpd.conf (molto probabilmente lo dovete creare):

pwcheck_method: saslauthd
mech_list: plain login

Perfetto, aggiungiamo ora queste linee su /etc/postfix/main.cf per abilitare SASL:

smtpd_sasl_auth_enable = yes
smtpd_sasl_security_options = noanonymous
broken_sasl_auth_clients = yes
smtpd_recipient_restrictions =
permit_sasl_authenticated,
permit_mynetworks,
reject_unauth_destination

Postfix, su Debian, funziona in modalità protetta chiamata chroot (la spiegherò in un prossimo post). Questa modalità non permette di comunicare con saslauthd (che funziona fuori chroot). Per riuscirci dovete fare in modo che saslauthd venga visto anche dall’ambiente Postfix che funziona in chroot:

rm -r /var/run/saslauthd/
mkdir -p /var/spool/postfix/var/run/saslauthd
ln -s /var/spool/postfix/var/run/saslauthd /var/run
chgrp sasl /var/spool/postfix/var/run/saslauthd
adduser postfix sasl

Ora possiamo riavviare Postfix e SASL:

/etc/init.d/postfix restart
/etc/init.d/saslauthd start

Abbiamo finito. A questo punto è necessario fare un test 😉 per verificare che tutto funzioni.

Prima di tutto dobbiamo generare la stringa per l’autenticazione con SASL (ad esempio user: username, pass: password):

perl -MMIME::Base64 -e ‘print encode_base64(”usernameusernamepassword”);’

Se eseguiamo il comando il risultato è la stringa di connessione SASL:

dXNlcm5hbWUAdXNlcm5hbWUAcGFzc3dvcmQ=

Ottenuta la stringa di connessione SASL proviamo a collegarci al nostro server con telnet:

root@calore:~$ telnet localhost 25
Trying 127.0.0.1...
Connected to localhost.
Escape character is '^]'.
220 localhost ESMTP Mailserver
ehlo calore
250-localhost
250-PIPELINING
250-SIZE 10240000
250-VRFY
250-ETRN
250-AUTH NTLM LOGIN PLAIN
250-AUTH=NTLM LOGIN PLAIN
250 8BITMIME
AUTH PLAIN dXNlcm5hbWUAdXNlcm5hbWUAcGFzc3dvcmQ=
235 Authentication successful

Ci siamo collegati e il server ci ha autenticato… quindi è finita bene :-).

Ora mi posso rollare la sigaretta…

Open Source …ovvero software libero

Il “Software libero” è una questione di libertà, non di prezzo. Per comprenderne il concetto, dobbiamo pensare alla “libertà di parola” e non a qualcosa di “gratis”.

L’espressione “software libero” si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, esso si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:

  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo.
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo.
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

Ma allora perchè non usarlo?

Perchè le strutture pubbliche (statali, provinciali e comunali) continuano a spenderei i nostri soldi per comprare software non libero?

www.debian.orgNel frattempo che qualcuno possa trovare il coraggio di rispondere a queste domande… io uso da 2 anni software libero.

Non sono perseguitato da virus e da spyware… non sono assillato dalla ricerca del crack per utilizzare software in modo illegale… insomma finalmente uso il PC senza i soliti problemi.